Controllo anomalie bancarie

E’ un servizio di supporto al cliente nella risoluzione di problematiche nel settore finanziario-amministrativo e per tutelarlo dalle irregolarità fiscali, finanziarie e bancarie.

Vogliamo offrire uno strumento sempre più affinato per la verifica ed il controllo del proprio rapporto bancario, affinché il cliente si possa tutelare in ambito lavorativo e/o professionale e nella sfera patrimoniale personale e della famiglia, inducendo gli istituti di credito ad applicare correttamente la vera trasparenza bancaria, secondo la legge dello Stato, attraverso un continuo aggiornamento sulle novità legislative emanate in materia finanziaria.

Monitoriamo i dati bancari dei conti correnti, leasing e finanziamenti, a partire dall’analisi del contratto di conto corrente fino al controllo della sua applicazione negli estratti conto e negli scalari trimestrali.

La PREANALISI è a titolo assolutamente NON ONEROSO (verrà riconosciuto solamente un rimborso spese per il tempo impiegato nella verifica prleiminare) e permette di evidenziare tutte le eventuali irregolarità avvenute durante e/o in corso del rapporto.

Ambito di intervento:

  • Controllo dei conti correnti con ricalcolo degli interessi per verificare la presenza di anatocismo;
  • Controllo dei conti correnti con ricalcolo degli interessi per verificare la presenza di usura;
  • Controllo su mutui/finanziamenti/leasing;
  • Controllo atti esecutivi ed esecuzioni immobiliari promosse da banche, istituti di credito e società finanziarie.

Una volta riscontrata la presenza di irregolarità si potrà intraprendere, tramite la nosta Area Legale, l’azione di recupero e risarcimento.

ANATOCISMO

Con il termine anatocismo si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi). Nella prassi bancaria, tali interessi vengono definiti “composti”. Esempi di anatocismo sono il calcolo dell’interesse attivo su un conto di deposito, o il calcolo dell’interesse passivo di un mutuo.

Il calcolo degli interessi in regime di capitalizzazione composta anziché in regime di capitalizzazione semplice determina una crescita esponenziale del debito, di conseguenza per periodi inferiori all’anno l’importo calcolato con la capitalizzazione composta sarà inferiore a quello che si determina nella capitalizzazione semplice.

Giuridicamente, in un’obbligazione pecuniaria l’applicazione dell’anatocismo comporterebbe, per il debitore, l’obbligo di pagamento, non solo del capitale e degli interessi pattuiti, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già scaduti.

USURA

L’usura bancaria è una fattispecie normativa introdotta dall’Art. 644 del Codice penale italiano ed è stata riformulata dalla Legge n. 108 del 7 marzo 1996, che ha apportato profonde innovazioni e modifiche in materia di usura nell’ordinamento giuridico dell’Italia.

La norma ha ridefinito il quadro complessivo descritto dalla fattispecie incriminatrice affiancando ai parametri puramente soggettivi, previsti dalla vecchia formulazione, nuovi parametri cosiddetti “oggettivi”.
L’intervento del legislatore, ha contribuito ad ampliare, in maniera notevole, l’ambito di applicazione del reato di usura, e conseguentemente l’area di tutela offerta dalla norma, che non è più relegata ad operare esclusivamente nei casi in cui sussista lo “stato di bisogno” del quale taluno abbia “approfittato” conseguendo vantaggi per sé o per altri, ma opera anche ogni qual volta il limite (cosiddetto Tasso Soglia d’Usura) posto dall’Art. 2 della stessa L. 108/96 venga superato.

USURA IN CONTO CORRENTE

L’Usura in conto corrente è determinata dai costi addebitati al correntista, connessi alle operazioni di erogazione del credito, ai sensi dell’art. 1, comma 3, L.108/96:

Per la determinazione del tasso d’interesse usurario si tiene conto, delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito.

Il costo del denaro deve, dunque, essere contenuto entro il limite del Tasso Soglia d’Usura, determinato dal Legislatore (art. 2 L. 108/96), con il T.E.G. (Tasso Effettivo Globale) rilevato trimestralmente dalla Banca D’Italia, e pubblicato trimestralmente sulla Gazzetta Ufficiale, aumentato del suo 50%.

Dal 14 Maggio 2011 (data di entrata in vigore del D.L. n. 70) il limite oltre il quale gli interessi sono usurari è calcolato aumentando il T.E.G.M. (Tasso Effettivo Gobale Medio) di 1/4 ed aggiungendo ulteriori 4 punti percentuali. In ogni caso, la differenza tra il limite (calcolato come appena indicato) e il tasso medio (TEGM) non può essere superiore a 8 punti percentuali. (Es. Se TEGM=6% – Tasso soglia= 6+ 1.5(=1/4 di 6)+4=11.5%).

Per la determinazione sono necessari, oltre al tasso d’interesse effettivamente applicato (TAEG), dati tra i quali alcune informazioni inerenti a costi non immediatamente rilevabili, ma deducibili tramite calcoli matematici come gli interessi generati dall’applicazione della valuta, gli interessi generati dall’anatocismo, gli interessi generati dall’addebito della Commissione di Massimo Scoperto ed anche le spese.

MUTUI E ALTRI FINANZIAMENTI

In seguito alla riforma operata dalla L. 108/96, ed all’abbattimento dei tassi d’interesse negli anni successivi, si creava una situazione per cui i mutui contratti prima del 1996 sarebbero divenuti usurari. In oltre, i tassi di interesse in essi previsti, in seguito alla riforma avrebbero superato il tasso soglia usura, e conseguentemente l’usurarietà del mutuo avrebbe consentito al mutuario (colui chi accende il mutuo) di invocare l’applicazione dell’art. 1815, comma 2 C.C.:

Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

Inoltre, tale circostanza avrebbe consentito al mutuario di chiedere ed ottenere la restituzione di quanto versato in eccedenza.